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La piattaforma DNS dei domini .es: come funziona e chi la gestisce

· 6 min di lettura

In breve

Red.es, l'ente pubblico spagnolo che gestisce il registro .es, opera il DNS autoritativo di .es (e di com.es, nom.es, org.es, gob.es ed edu.es): quattro name server delegati dalla root (a, c, g e h.nic.es), uno ospitato da Red.es in Spagna e tre su reti anycast di fornitori DNS specializzati, con più di 120 nodi in tutti i continenti. La zona è firmata con DNSSEC (algoritmo 8, DS 54404 nella root, chiavi gestite con OpenDNSSEC e un HSM) e protetta dagli attacchi di negazione del servizio. Non è un resolver: non puoi mettere «il DNS di Red.es» nel router, ma ogni richiesta per un dominio .es passa da lì. A gennaio 2026 serviva 2.155.756 domini.

Quando digiti un dominio che finisce in .es, il tuo resolver (quello dell’operatore, Cloudflare, Quad9, quello che usi) deve chiedere a qualcuno chi gestisce quel nome. Quel qualcuno è la piattaforma DNS di Red.es, l’ente pubblico spagnolo che amministra il registro dei domini .es. È un pezzo di infrastruttura di cui quasi nessuno parla, e ogni richiesta per un dominio spagnolo non già in cache ci passa attraverso. Ecco com’è costruita, con i dati che pubblica Red.es e con quello che si vede interrogandola direttamente.

Cos’è e cosa non è

La piattaforma DNS di .es è DNS autoritativo: conserva la zona .es (l’elenco di quali server rispondono per ciascun dominio registrato) e risponde a chi la interroga. Non è un resolver ricorsivo come quelli che confrontiamo su questo sito, quindi non puoi configurarla nel router o nel telefono. Il suo pubblico sono i resolver di tutto il mondo, non gli utenti.

La catena completa, per un dominio come esempio.es, è questa: il tuo resolver chiede a un root server chi gestisce .es; la root restituisce i quattro server di Red.es; il tuo resolver chiede a uno di loro chi gestisce esempio.es; e con quella risposta va al server del dominio a chiedere l’indirizzo IP. La guida DNS lo spiega più in dettaglio.

La piattaforma copre .es e i suoi domini di secondo livello: com.es, nom.es, org.es, gob.es ed edu.es. Ed è classificata come servizio essenziale di Internet ai sensi della direttiva europea NIS2, che le impone obblighi di sicurezza e di notifica degli incidenti.

I quattro server di .es

La zona root delega .es a quattro nomi. Ecco cosa rispondono oggi, interrogati da Madrid (mediana di cinque richieste SOA dirette):

ServerIPv4IPv6GestoreLatenza
a.nic.es194.69.254.12001:67c:21cc:2000::64:41Red.es (Spagna), due server bilanciati40 ms
c.nic.es194.0.34.532001:678:44::53Fornitore anycast (si presenta come CIRA)58 ms
g.nic.es204.61.217.12001:500:14:7001:ad::1Packet Clearing House (PCH), anycast54 ms
h.nic.es194.0.33.532001:678:40::53Fornitore anycast231 ms

a.nic.es è il server interno: Red.es lo ospita in Spagna su due macchine dietro un bilanciatore. Gli altri tre sono reti anycast di fornitori DNS specializzati: lo stesso indirizzo IP viene annunciato da decine di luoghi e ogni resolver raggiunge il nodo più vicino. Secondo Red.es, i tre insieme superano i 120 nodi con presenza in tutti i continenti.

Un dettaglio della tabella merita una spiegazione: h.nic.es ha risposto da Madrid in 231 ms, cinque volte più degli altri. Con anycast, il nodo che ti serve lo decide l’instradamento del tuo operatore, non la distanza geografica, e a volte ti manda lontano. Non è un problema per il servizio, perché i resolver misurano quale server risponde prima e gli danno la preferenza; è proprio il motivo per cui la zona è distribuita su quattro server invece di uno.

C’è anche diversità di software: i server di Red.es girano su BIND e i fornitori esterni combinano BIND e Knot. Se compare un bug grave in uno dei due, l’altro continua a rispondere.

DNSSEC: come è firmata la zona

La zona .es è firmata con DNSSEC e la catena di fiducia arriva alla root. Quello che si può verificare dall’esterno:

  • Il record DS di .es nella zona root ha key tag 54404, algoritmo 8 (RSA/SHA-256) e digest SHA-256.
  • La zona pubblica due record DNSKEY: una KSK (quella autorizzata dal DS della root) e una ZSK (quella che firma i record di tutti i giorni).
  • Le firme (RRSIG) hanno una validità di 14 giorni e vengono rinnovate di continuo.

Red.es ruota la ZSK con frequenza e la KSK ogni due anni, cioè quando bisogna cambiare il DS nella root. L’orchestrazione la fa OpenDNSSEC e le chiavi private vivono in un HSM, un modulo crittografico dal quale non possono essere estratte.

Per il titolare di un dominio .es questo significa che può firmare la propria zona: genera le chiavi nel suo DNS (o lo fa il suo provider), ottiene il record DS e lo invia tramite il suo registrar. Da quel momento un resolver validante, come Quad9, Cloudflare o Google, rifiuta qualsiasi risposta manipolata su quel dominio. Il verificatore DNSSEC di questo sito mostra se la catena è completa.

Protezione dagli attacchi

Il DNS autoritativo di un ccTLD è un bersaglio tipico degli attacchi di negazione del servizio, perché buttarlo giù butta giù tutti i domini di un paese. Red.es elenca tre livelli:

  • Accordi anti-DoS con gli operatori per filtrare il traffico prima che arrivi ai server.
  • Rate limiting sui server DNS stessi, che evita che vengano usati come amplificatori.
  • Scrubbing center presso i fornitori anycast, che assorbono l’attacco nelle loro reti.

A questo si aggiungono le certificazioni del servizio: ISO 9001, ISO 27001, lo Schema Nazionale di Sicurezza spagnolo (ENS) e il sigillo AENOR per l’IA responsabile. Le modifiche passano per tre ambienti (preproduzione, demo e produzione) con monitoraggio centralizzato, per il quale Red.es cita ENTRADA, lo strumento di analisi del traffico DNS creato dal registro olandese.

I numeri di .es

Dal rapporto statistico di Red.es di gennaio 2026:

EstensioneDomini
.es2.062.183
com.es80.086
org.es8.911
nom.es2.790
gob.es1.243
edu.es497
Totale2.155.756

L’evoluzione dà l’idea della crescita: 12.887 domini nel 1998, 298.600 nel 2005 (l’anno della liberalizzazione, quando non fu più necessario giustificare la registrazione), 1.082.757 nel 2008, 2.002.058 nel 2022 e 2.155.756 a gennaio 2026. Negli ultimi dodici mesi sono stati registrati circa 34.000 domini al mese e circa 30.000 sono stati cancellati o non rinnovati, quindi il saldo cresce lentamente.

Cosa arriva

Red.es indica tre linee di lavoro: RDAP, il protocollo che sostituisce il WHOIS e che già risponde per .es (lo usa il verificatore WHOIS/RDAP di questo sito); un servizio di DNS secondario per i domini .es, che permetterebbe a un titolare di tenere una copia della sua zona sull’infrastruttura di Red.es; e più nodi anycast propri, per dipendere meno dai fornitori esterni.

Verificalo tu

Tutto quello che c’è sopra si vede da qualsiasi terminale con dig:

dig NS es.                  # i quattro server delegati
dig DS es. @1.1.1.1         # il DS pubblicato nella root (54404 8 2 …)
dig DNSKEY es. @a.nic.es    # le chiavi KSK (257) e ZSK (256)
dig +norec SOA es. @h.nic.es  # latenza verso un server specifico

Senza terminale, la consultazione dei record DNS mostra gli NS di qualsiasi dominio .es e il verificatore DNSSEC percorre la catena di fiducia dalla root.

Fonti

Domande frequenti

Posso usare il DNS di Red.es sul mio computer o router?
No. La piattaforma di Red.es è DNS autoritativo: risponde solo per i domini .es, non risolve nomi qualsiasi. Per navigare serve un resolver pubblico come quelli confrontati su questo sito. Qualunque resolver tu usi, interroga i server di Red.es ogni volta che cerca un dominio .es che non ha in cache.
Quanti server DNS ha il dominio .es?
Quattro nomi delegati nella zona root: a.nic.es, c.nic.es, g.nic.es e h.nic.es. Il primo è gestito da Red.es in Spagna su due server bilanciati; gli altri tre sono reti anycast di fornitori DNS specializzati che insieme superano i 120 nodi in tutti i continenti.
Il dominio .es ha DNSSEC?
Sì. La zona .es è firmata e la sua KSK è pubblicata come record DS nella zona root (key tag 54404, algoritmo 8, RSA/SHA-256). Il titolare di un dominio .es può firmare la propria zona e inviare il record DS tramite il suo registrar per completare la catena di fiducia.
Quanti domini .es esistono?
2.155.756 a gennaio 2026 secondo le statistiche di Red.es: 2.062.183 direttamente sotto .es, 80.086 sotto com.es, 8.911 sotto org.es, 2.790 sotto nom.es, 1.243 sotto gob.es e 497 sotto edu.es. Nel 1998 erano 12.887.
Cosa succede se i server di .es vanno giù?
Tutti i domini .es smetterebbero di risolversi appena scadute le cache dei resolver. Per evitarlo la piattaforma distribuisce la zona su quattro server con software diverso (BIND e Knot), tre dei quali anycast, con protezione anti-DoS e rate limiting; la caduta di più nodi non tocca il servizio.

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